Il 17 settembre a Piacenza il convegno ANSDIPP Emilia-Romagna ha acceso i riflettori sul ruolo del responsabile di RSA, sulle responsabilità che gli vengono attribuite e sulla necessità di di un riconoscimento professionale nazionale.


Si è svolto giovedì 17 settembre, presso la Sala Convegno di Confapi Industria Piacenza, il convegno regionale ANSDIPP Emilia-Romagna dal titolo “Manager senza nome. Responsabili senza tutele”, dedicato a uno dei temi più delicati per il futuro del sistema sociosanitario: il riconoscimento professionale di chi dirige le strutture residenziali per persone anziane non autosufficienti.
Una mattinata di confronto tra manager, professionisti, avvocati e rappresentanti delle principali organizzazioni del settore, con un obiettivo dichiarato: mettere a fuoco le responsabilità reali dei responsabili di RSA e individuare possibili strumenti di tutela e riconoscimento.
Una professione con grandi responsabilità, ma senza un profilo nazionale
Il punto di partenza del convegno è una situazione che ANSDIPP definisce come una delle principali criticità del settore.
Chi dirige una RSA è chiamato quotidianamente a governare personale, organizzazione, percorsi assistenziali e sanitari, rapporti con le famiglie e con gli organismi di controllo. A fronte di queste responsabilità, però, non esiste ancora in Italia una definizione professionale nazionale e univoca della figura.
Il ruolo assume denominazioni e caratteristiche differenti a seconda dei territori e dei contratti applicati, mentre responsabilità, trattamento economico e percorsi di carriera possono risultare molto diversi.
Da qui il titolo del convegno: “Manager senza nome. Responsabili senza tutele.”
I relatori e gli interventi
Ad aprire i lavori sono stati i rappresentanti di ANSDIPP Emilia-Romagna e della presidenza nazionale.
Tra i protagonisti della giornata:
Dott. Sergio Sgubin, Presidente Nazionale ANSDIPP;
Dott. Paolo Favari, Referente ANSDIPP Emilia-Romagna;
Dott. Stefano Pizzicaroli, Studio Costantino & Partners – Roma;
Avv. Elisabetta Mariotti, Avvocato presso Iannantuoni – Mariotti Studio Professionale;
Avv. Alessandro Tampone, Studio Legale Avv. Stefano Zucchi – Piacenza;
Dott.ssa Daniela Di Fine, Direttrice di L'Arche Comunità l'Arcobaleno;
Sebastiano Capurso, Presidente Nazionale ANASTE;
Candida Tucci, Presidente Nazionale CONFAPI Salute.
Il programma ha affrontato il tema da prospettive differenti, dal diritto al lavoro, dalla contrattualistica alla responsabilità professionale, fino alle proposte per arrivare a un riconoscimento nazionale della figura.
Contratti, retribuzioni e riconoscimento economico
La prima parte del confronto ha approfondito il rapporto tra responsabilità, inquadramento e trattamento economico.
Stefano Pizzicaroli ha affrontato il tema di contratti, inquadramento e retribuzione, mettendo a confronto i diversi CCNL applicati nel settore e il divario tra le funzioni effettivamente svolte dal responsabile di RSA e il riconoscimento economico.
Un tema strettamente collegato alla possibilità di costruire percorsi di carriera definiti e coerenti con il livello di responsabilità richiesto.
Il nodo giuridico
La dimensione giuridica è stata approfondita da Elisabetta Mariotti, con una riflessione sulla mancanza di una definizione nazionale della professione e sulle differenti denominazioni e regolamentazioni regionali.
A seguire, Alessandro Tampone ha affrontato il delicato tema della responsabilità penale e civile del responsabile di struttura, partendo dalla cosiddetta “posizione di garanzia” e arrivando alle conseguenze concrete che possono derivare da eventi avversi, contenziosi e problematiche organizzative.
Una parte dell'intervento è stata dedicata anche al tema assicurativo e alle possibili aree di scopertura per chi ricopre ruoli di responsabilità.
Verso un profilo professionale nazionale
Il convegno ha quindi spostato l'attenzione dalle criticità alle possibili soluzioni.
Daniela Di Fine ha posto al centro il tema della costruzione di un profilo professionale nazionale, fondato sulle competenze effettivamente richieste a chi dirige una RSA.
Formazione, master, percorsi abilitanti, aggiornamento e standard professionali sono stati indicati come elementi essenziali per costruire una figura riconoscibile e adeguatamente preparata ad affrontare la complessità del settore.
La tavola rotonda e il documento per il legislatore
La parte conclusiva ha visto il confronto tra Sergio Sgubin, Daniela Di Fine, Sebastiano Capurso e Candida Tucci, con la moderazione di Paolo Favari.
La tavola rotonda ha rappresentato un momento di sintesi delle questioni affrontate durante la mattinata e ha posto l'attenzione sulle prospettive future.
Tra gli obiettivi indicati da ANSDIPP figura infatti la costruzione di un documento di indirizzo da consegnare al legislatore, insieme all'avvio di una rete nazionale dei responsabili di RSA e alla possibilità di sviluppare un percorso istituzionale per il riconoscimento della professione.
Un confronto che guarda al futuro delle RSA
Il convegno di Piacenza ha riportato quindi al centro dell'attenzione una questione destinata ad avere un peso crescente nel futuro dei servizi alla persona: come riconoscere, formare e tutelare chi assume la responsabilità della gestione delle RSA?
La complessità organizzativa, la crescente necessità di competenze manageriali e la delicatezza delle responsabilità assistenziali e giuridiche rendono questo tema centrale per la qualità e la sostenibilità dei servizi.
Per ANSDIPP, il confronto di Piacenza rappresenta un punto di partenza per proseguire il lavoro sul riconoscimento professionale del responsabile di RSA e per portare le istanze dei manager e dei direttori dei servizi sociosanitari all'attenzione delle istituzioni.
Un passo, dunque, verso una professione che chiede di essere definita, riconosciuta e tutelata in modo coerente con le responsabilità che già oggi è chiamata ad assumere.
Il convegno verrà replicato in altre regioni anche su numerose richieste pervenute al Presidente Sgubin .
Vi terremo aggiornati.



