Accreditamento socio-sanitario: la Toscana aggiorna requisiti e indicatori. Più qualità, ma anche nuove sfide per gli enti gestori

La Regione Toscana compie un passo significativo nel percorso di rafforzamento del sistema di accreditamento socio-sanitario. Con la Delibera n. 244 del 2 marzo 2026, la Giunta regionale ha approvato un aggiornamento organico dei requisiti specifici e degli indicatori di qualità per strutture residenziali, semiresidenziali, servizi di assistenza domiciliare e altri servizi alla persona.
Si tratta di un intervento che si inserisce in un più ampio processo di revisione dei sistemi di qualità, sempre più orientati a criteri di misurabilità, trasparenza e miglioramento continuo, anche in linea con le indicazioni nazionali sul rafforzamento dell’assistenza territoriale e della presa in carico integrata.
Le modifiche alle check-list regionali rispondono a una duplice esigenza: da un lato semplificare e razionalizzare alcuni requisiti e indicatori, dall’altro chiarire e dettagliare meglio quelli già esistenti. Questo lavoro nasce dall’esperienza maturata negli ultimi anni durante le verifiche sul territorio, valorizzando il confronto con gli operatori e gli enti gestori.
Non si tratta quindi di una rivoluzione, ma di un affinamento tecnico che punta a rendere il sistema più efficace e coerente con la realtà operativa dei servizi.
Nuovi requisiti: attenzione crescente alla qualità percepita
Tra le novità più rilevanti si segnala l’introduzione del requisito specifico RS22b, dedicato al vitto. Le strutture dovranno ora effettuare almeno una volta al mese una rilevazione e valutazione della qualità dei pasti, accompagnata dall’indicazione delle eventuali azioni di miglioramento adottate.
Un segnale importante: cresce l’attenzione non solo agli aspetti clinico-assistenziali, ma anche alla qualità della vita quotidiana degli assistiti, sempre più centrale nei modelli di cura contemporanei.
Indicatori più sfidanti: il caso delle attività di socializzazione
Particolarmente significativo è l’aggiornamento degli indicatori, che in molti casi alzano l’asticella degli standard richiesti.
Per le RSA, ad esempio, il nuovo indicatore RG17 relativo alle attività di animazione e socializzazione introduce un cambiamento sostanziale: si passa da almeno un’attività annuale aperta alla comunità a un minimo di 12 attività l’anno (una al mese).
Questo rafforza il ruolo delle strutture come luoghi aperti, integrati nel territorio e capaci di promuovere relazioni sociali, contrastando isolamento e marginalità.
Formazione: meno frequenza, ma maggiore strutturazione
Importanti modifiche riguardano anche la formazione degli operatori, con un riequilibrio tra frequenza e sistematicità:
Il corso sulla prevenzione delle infezioni (RS09) passa da obbligo annuale a cadenza almeno biennale . Il corso sulla prevenzione e gestione degli atti di violenza (RS16) diventa obbligatorio ogni due anni (non più “una tantum” nella carriera)
Analoga periodicità biennale viene introdotta per la formazione sulle competenze relazionali (RS36)
Questi cambiamenti indicano una maggiore attenzione alla continuità delle competenze nel tempo, evitando approcci formativi episodici.
Un quadro in evoluzione: verso standard sempre più misurabili
L’aggiornamento toscano si inserisce in un contesto nazionale in evoluzione, dove i sistemi di accreditamento tendono sempre più a:
- introdurre indicatori quantitativi e verificabili
- valorizzare gli esiti e la qualità percepita dagli utenti
- rafforzare l’integrazione tra sanitario e sociale
- promuovere trasparenza e accountability
Per gli enti gestori, questo significa da un lato nuove opportunità di qualificazione, dall’altro la necessità di adeguare modelli organizzativi, sistemi di monitoraggio e strumenti di valutazione interna.
Le nuove disposizioni rappresentano un passaggio importante verso un sistema socio-sanitario più attento alla qualità reale dei servizi e alla centralità della persona assistita. Tuttavia, richiedono anche un impegno concreto da parte delle organizzazioni per tradurre gli standard in pratiche quotidiane efficaci.
Per un’analisi dettagliata delle modifiche, si rimanda alla Delibera n. 244/2026 e ai relativi allegati tecnici.
ANSDIPP segue con attenzione questi sviluppi ed è attivamente presente anche in Toscana, supportando enti e professionisti nell’interpretazione e nell’applicazione delle nuove normative in ambito socio-sanitario.




