(Tecnologia e Sanità) Fascicoli sanitari a rischio spionaggio, sos dei medici di famiglia

 

In Veneto il Fascicolo sanitario elettronico regionale è ancora al centro di polemiche anche negli stessi sindacati. Nel mirino la raccolta presso i medici di famiglia del consenso del paziente alla sua gestione ad opera della sanità regionale. Mentre 30 medici volontari si apprestano a sperimentare il patient summary - il riassunto della storia clinica dell'assistito ad opera del curante nell'ambito del Fascicolo - fa riflettere la vicenda denunciata dal segretario Fimmg Treviso Brunello Gorini. Un utente cinquantenne tratta con un'assicurazione una polizza sulla vita, ma al momento di chiudere la compagnia gli dice no perché sa di ulteriori sue condizioni di salute che destano perplessità.

«Non si può escludere che la compagnia abbia avuto accesso ai dati contenuti nel fascicolo online», dice Gorini. Il cittadino potrà presentare denuncia contro ignoti, ma è difficile far derivare una violazione, configurante tra l'altro un reato, dal semplice dato di fatto che la Regione è più avanti delle altre nell'archiviare le cartelle sanitarie dei 5 milioni di residenti. «Ci sono state date rassicurazioni sul fatto che le informazioni non siano leggibili, se non alle persone autorizzate dal paziente a trattare i suoi dati», continua Gorini. «Ma come medico di famiglia non mi sento di escludere il rischio di una violazione e devo farmi domande. Quando noi medici raccogliamo il suo consenso al trattamento dati esponiamo il nostro assistito alla possibilità di essere escluso da polizze vita? Di essere penalizzato per quanto fa spendere al servizio sanitario? Di non accedere a un mutuo perché la banca ha elementi per pensare che vivrà meno di quanto pensa? Lo stiamo indirizzando verso problemi di cui, alla fine, accuserà noi curanti di essere la causa, magari citandoci in contenzioso?» Gorini auspica che una volta a regime il FSE sia possibile al cittadino visualizzare gli accessi al fascicolo, rassicurazione che in passato la Regione ha dato. «Sarebbe una garanzia importante».

Domenico Crisarà, segretario regionale Fimmg, ammette una differenza di vedute nel sindacato. «In passato io stesso ebbi perplessità sul fascicolo elettronico, ma si tratta di un obbligo di legge che si è tradotto a sua volta in un obbligo convenzionale: per il medico di famiglia sussiste all'articolo 59 bis dell'accordo 2009, quando gli si chiede di dettagliare all'Asl i flussi informativi su accessi allo studio, richieste di ricovero, visite domiciliari, prestazioni di particolari impegno; e all'articolo successivo sulla ricetta elettronica quando per gli inadempienti ipotizza una sanzione pari all'1,15% degli emolumenti. Dieci anni fa io stesso ero sfavorevole a che Fimmg appoggiasse il DPCM 26 marzo 2008 che introdusse il Fascicolo. Oggi non posso trascurare che a conti fatti sia un vantaggio per un paziente in pronto soccorso il veder riassunti nel "summary" e condivisi i suoi dati in caso di emergenza, per uno scoagulato vittima di incidente stradale l'essere soccorso in un ospedale messo al corrente della sua patologia, per un medico di famiglia l'essere puntualmente avvisato del ricovero di un suo assistito attraverso gli esiti delle analisi svolte in ospedale (in Veneto quest'ultima cosa avviene da anni). Il Fascicolo è un contenitore di dati e al momento del consenso il paziente autorizza il trattamento dei suoi dati alla Regione che, com'è scritto nelle delibere, ne è l'unica responsabile. Gli stessi dati clinici, se archiviati nel FSE non sono leggibili a chiunque ma solo ai professionisti sanitari, infermieri e medici. Dopodiché un rischio zero non esiste, un "non autorizzato" in linea molto teorica potrebbe leggere una patologia da quanto scritto dal medico nel sospetto diagnostico sull'impegnativa, e divulgarla: ma avviene anche nel cartaceo. E comunque, un'analoga probabilità ha impedito per caso di sviluppare l'internet banking, dove sono a rischio i soldi dei cittadini? Insomma, le migliorie assistenziali previste tendono a superare gli svantaggi, fin qui teorici; e forse lo pensava lo stesso Gorini quando votò compatto con Fimmg l'accordo integrativo con la Regione».
 

 

FONTE: Doctor33.it

in collaborazione con

Membri dell'associazione

  • Sergio Sgubin
    Presidente Nazionale ANSDIPP
  • Fabrizio Cavanna
    Vicepresidente Nazionale ANSDIPP