Nuova newsletter ANSDIPP settembre 2019

Vi aspettiamo a Matera, Capitale europea della cultura 2019

Dal 23 al 25 ottobre avremo il piacere di promuovere, nella splendida cornice di Matera Capitale europea della Cultura 2019, un evento che ci sta particolarmente a cuore, non solo perché celebreremo il 25esimo anno della nostra Associazione, ma anche perché sarà un'occasione preziosa per guardare al futuro del terzo settore e del welfare. Il tema che abbiamo scelto è “Evoluzioni dei modelli di assistenza alla persona e integrazione socio sanitaria nel terzo millennio”.

Da 25 anni, infatti, ANSDIPP dedica il proprio impegno a promuovere una cultura manageriale nei servizi alla persona e, per festeggiare insieme questo traguardo, abbiamo voluto organizzare un confronto internazionale dedicato ai temi chiave dell'assistenza e delle buone prassi. 

L’ambizioso obiettivo è di cercare e trovare insieme soluzioni innovative con cui prendersi cura delle persone più fragili. In ANSDIPP crediamo fortemente nell'importanza di offrire una qualità sempre più elevata agli utenti, le cui esigenze devono essere il perno intorno a cui costruire servizi che siano certamente efficaci, ma anche umanizzati e centrati sui bisogni delle persone. 

Per questo a Matera cercheremo di affrontare, con il competente aiuto di esponenti di spicco nel settore, diverse tematiche tra cui il futuro dell'assistenza a lungo termine, le nuove sfide dei servizi rivolti alle persone anziane con disabilità, senza dimenticare i percorsi di riforma del terzo settore. 

Questi momenti di formazione e incontro rivestono un ruolo centrale nel diffondere buone prassi, nel “contaminarci” a vicenda e rappresentano uno sprone a fare sempre di più e meglio, insieme. Ecco perché abbiamo voluto "aprire" l'evento il più possibile e permettere a tutti di partecipare proponendo delle quote in promozione e a prezzi accessibili.

Vi aspettiamo a Matera!

Alzheimer: nuove strategie e buone prassi per affrontare l'incremento delle malattie neurodegenerative

Guarda il video.

 

Servizi integrati, rete territoriale potenziata, de-medicalizzazione, nuove strategie e buone prassi per affrontare il prevedibile incremento delle malattie neurodegenerative, legato all’aumento dell’aspettativa di vita: di questo si è discusso a Firenze nell’ambito dell’incontro organizzato da ANSDIPP, associazione nazionale dei manager del sociale e del sociosanitario, dal titolo "Strategie possibili per il futuro dell'Alzheimer”. L’evento si inserisce nel ciclo di incontri nazionale dell’associazione, che culminerà il prossimo 23-25 ottobre con un convegno internazionale nella cornice di Matera Capitale europea della cultura 2019”.

“L'Alzheimer è una malattia conosciuta da molti anni, ma oggi abbiamo voluto dedicare un  focus sulle innovazioni di cura, sulle buone prassi, le nuove metodologie di relazione e sanitarie – ha sottolineato il presidente nazionale ANSIDPP Sergio Sgubin -. È un approccio moderno che dà speranza rispetto a questa malattia e che è pienamente in linea con il tema che abbiamo voluto come fil rouge dei nostri eventi per il 2019, ovvero innovazione, cura, buone prassi e managerialità etica”.

“È emerso chiaramente oggi la necessità non tanto di incrementare i servizi, quanto di migliorare la comunicazione tra gli attori coinvolti, la loro professionalità, per permettere una diagnosi tempestiva, una presa in carico globale in cui la famiglia e la persona affetta dalla malattia possano essere prese in carico per tutto l’iter della malattia – aggiunge il presidente ANSDIPP Toscana Carmine Di Palma -. E soprattutto, la necessità di garantire una omogeneità su tutto il territorio in termini di erogazione dei servizi offerti dalla Regione Toscana”.

Nei molti e qualificati interventi della mattinata è emersa la necessità di creare una rete integrata tra servizi e professioni, per una presa in carico efficace,  “Il paziente ha bisogno di un’assistenza che si svolge prevalentemente nel suo domicilio. Qualora la permanenza a casa non sia più possibile, le persone devono poter essere inserite in percorsi di accoglienza e in realtà che riprendano il contesto familiare” ha precisato Antonio Panti, Commissione Nazionale Deontologia dell'Ordine dei Medici, nel sollecitare l’importanza di continuare a studiare questa malattia ancora non del tutto conosciuta e quindi non facilmente trattabile dal punto di vista medico”.

Valentina Bessi, neurologa dell’Aou Careggi, nel presentare il “Centro innovazione e ricerca delle demenze” ha sottolineato: “Possiamo ridurre il rischio di demenza? Sì con stile di vita sano e attraverso la diagnosi precoce, che ha l’obiettivo di intercettare i soggetti a maggiore rischio di sviluppare la patologia. Da questo nasce il progetto Interceptor, promosso dall’Aifa, un progetto multicentrico.

Barbara Trambusti, Dirigente Responsabile del Settore Politiche per l’integrazione sociosanitaria della Regione Toscana, ha evidenziato un cronico problema di “dialogo” tra competenze sanitarie e sociali, sottolineando la necessità di maggiore interazione e collaborazione. Per superare queste difficoltà è stato varato il  “Piano regionale demenze”, che prevede anche l’implementazione di strategie e interventi per garantire l’appropriatezza delle cure.

Alessandro Bussotti, del Dipartimento Rete Sanitaria Territoriale USL Toscana Centro, ha precisato a sua volta che il ricovero ospedaliero deve rappresentare un’eccezione, non la regola. “La presa in carico deve essere multicentrica, prevedendo una nuova organizzazione territoriale con al centro la figura del medico di medicina generale. Va però detto che i medici attualmente non sono formati adeguatamente per prendere in carico pazienti e i servizi domiciliari vanno potenziati, per ridurre l’eccesso di medicalizzazione migliorando cosi la qualità di vita dei pazienti”.

Quindi Manlio Matera, Presidente AIMA Firenze, ha spiegato che “la persona malata ha bisogno di relazioni affettive, attenzione, espressione emotiva, rispetto dell’intimità”. E focalizzandosi sulla relazione di cura, ha aggiunto che “l’operatore deve integrare le competenze del malato, non sostituirle. La relazione deve essere rassicurante e protettiva, individuale, deve prevedere una comunicazione extraverbale e riconoscere l’identità del malato”. Ma attenzione va prestata anche ai bisogni del caregiver, per ridurre la quantità di stress che li travolge. E questo è possibile anche facilitando l’accesso alle cure.

Nel pomeriggio, spazio alle buone prassi attive nella regione. In primis quella del progetto “Musei toscani per l’Alzheimer”, che parte da un approccio all’Alzheimer inteso come condizione e non come malattia.  Una condizione che coinvolge non solo la persona con demenza ma tutti coloro che la accompagnano e la circondano. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con i musei di quasi ogni provincia toscana. Le persone affette da questa malattia, insieme ai loro accompagnatori, potranno usufruire di visite appositamente concepite per loro dietro la guida di persone esperte. Il progetto vede la collaborazione degli operatori museali con gli animatori geriatrici, per proporre attività diversificate in alcuni musei della città con l'obiettivo di rendere partecipi le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura.

Altra buona prassi è quella dell’Aima con il “Sistema Gps Alzheimer”, progettato per supportare le famiglie con persone affette da demenza. Il sistema permette di sapere in qualsiasi momento dove si trova il loro famigliare e, in caso di smarrimento, facilitare le loro attività di ricerca. Quando necessario, la famiglia può coinvolgere un centro operativo disponibile 24 ore su 24, per 365 giorni l'anno, che si attiva per un arrivo tempestivo di soccorsi opportunamente preparati su problematiche derivanti da patologie neurodegenerative.

Infine, il progetto “Atelier Alzheimer”, un laboratorio di stimolazione cognitiva mirato a sviluppare e attuare opportune azioni volte al contenimento dei sintomi ed al mantenimento delle capacità residue dell’utente. Il progetto ha lo scopo di offrire all’utente l’opportunità di svolgere una attività “ri-abilitativa”, che rallenti la perdita delle funzioni correlata alla progressione della malattia per garantire la miglior qualità di vita possibile; trasferire al Caregiver (il familiare o il/la badante che si occupa di assistere il malato) le competenze necessarie a continuare nell’ambiente familiare il lavoro di cura proposto nel laboratorio.

 

Residenze sanitarie media partner dell'evento "Evoluzioni dei modelli di assistenza alla persona e integrazione socio sanitaria nel Terzo millennio"

La rivista Residenze Sanitarie è media partner dell'evento "Evoluzioni dei modelli di assistenza alla persona e integrazione socio sanitaria nel Terzo millennio". La rivista, edita Edisef, e i suoi eventi ECM RS100 strutture, rappresentano uno strumento unico rivolto al personale operante nelle strutture non ospedaliere di carattere socio-assistenziale che offre un’informazione approfondita sulle ultime novità, scoperte e opportunità di un settore in costante e continua evoluzione.

Alta Formazione HR Specialist settore sanitario

ANSDIPP, in collaborazione con TSS, società di formazione accreditata in Regione Lombardia, è lieta di presentare la nuova edizione del corso di Alta Formazione  HR Specialist settore sanitario, percorso di alta formazione progettato per formare figure in grado di potenziare l'area risorse umane delle strutture socio-sanitarie.

Interverranno in qualità di relatori:

- Dott. Sergio Sgubin (Presidente Nazionale Ansdipp, esperto in gestione e formazione);

- Avv. Luca Degani (Presidente Uneba Lombardia, docente universitario);

- Dott. Marco Bertani (Presidente Ansdipp Lombardia, docente universitario);

- Dott.ssa Antonella De Micheli (Membro Esecutivo Nazionale Ansdipp, esperta di settore ).

Perché scegliere il corso HR Specialist settore sanitario?

•       Faculty composta esclusivamente da professionisti esperti del settore risorse umane in ambito sanitario;

•       Forte approccio pratico con utilizzo di analisi di best practices aziendali, project work e role play che consentiranno di applicare gli apprendimenti al lavoro quotidiano;

•       Rilascio della Certificazione di Competenze di Regione Lombardia: documento valido in tutta Italia che attribuisce punteggio nei concorsi pubblici;

•       Scontistiche dedicate ai soci Ansdipp o loro collaboratori;

•       Calendario flessibile in formula week end per facilitare tutti i dipendenti;

•       Completezza del programma in tutte le più importanti aree di competenza HR;

•       Rilascio gratuito della Tessera Blu Ansdipp per la durata di un anno.

Il corso è in partenza per Sabato 5 Ottobre.

Presso la sede TSS di Milano in Via Arnaldo da Brescia 5 (10 minuti a piedi dalla stazione Garibaldi o 5 minuti a piedi dalla fermata M4 Monumentale).

Per tutti i dettagli su costi, programma e calendario completo delle lezioni potete contattare il responsabile del corso:

Dott. Filippo Capacci

Cell. 3346145671

filippo.capacci@targetsolution.it

oppure

compilare il modulo di richiesta informazioni al seguente indirizzo: https://www.targetsolution.it/hr-specialist-settore-sanitario/

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