Newsletter ANSDIPP maggio 2019

STARE BENE PER FARE STARE BENE

"Si rinnova il 30 e 31 maggio l'appuntamento, molto importante per ANSDIPP, con la nostra convention, che vedrà come ormai da tradizione al suo interno anche la Gara di ristorazione. Un focus sarà dedicato quest'anno, inoltre, al benessere dentro e fuori le strutture, a favore sia degli assistiti sia del personale, in quanto sarùà approfodnito anche il tema del welfare aziendale". Così Sergio Sgubin, presidente nazionale di ANSDIPP, annuncia l'imminente convention a Varese. Le Buone prassi nei Servizi alla persona rappresentano la punta di un iceberg in quanto vi è - e vi è stato - un lavoro propedeutico, una buona dose di cultura professionale, di preparazione, di voglia di mettersi in gioco. Abbiamo pensato di fermarci a riflettere su esperienze, innovazioni e su pratiche di qualità, unitamente all'analisi di chi le realizza, le coordina, le declina e le vive con i beneficiari delle stesse. Le risorse umane, ad ogni livello, interessate a questi processi spesso lavorano in silenzio, senza "rumore", con fatiche importanti, con dedizione e con capacità straordinarie. I due segmenti sono intrecciati: buone prassi e risorse umane. E naturalmente un buon clima, una buona organizzazione, uno "stare bene" del personale rappresenta un elemento indispensabile per tutti i servizi e le azioni di vera qualità. Il programma si muove in questa direzione, attraverso testimonianze, esperienze, concetti e deduzioni. In ambiti dove, in particolare noi di Ansdipp, cerchiamo di "fare la differenza", nella promozione, comunque sia il contesto dove operiamo, di cultura dei servizi e di etica manageriale e professionale, irradiata a tutte le equipe di lavoro che rappresentano quotidianamente il ben fare in ambienti dedicati alla cura (al prendersi cura) di soggetti fragili. Dobbiamo diondere sempre più la cultura della capacità , della innovazione, della sperimentazione, del coraggio e della perseveranza: perchè il "nostro" tipo di lavoro è speciale, un po' come sono tutte le persone che da noi "vivono" e non “sostano”. Qui il programma: https://www.ansdipp.it/convegni-ansdipp/lombardia/ansdipp-sieme.

Guarda il video-invito del presidente Sgubin.

"Dalla memoria, contro l’invecchiamento!"

La sfida della Gara nazionale di ristorazione di qualità dei Centri di servizio alla persona quest'anno è davvero stimolante: unire le tecniche gastronomiche con le migliori combinazioni alimentari per creare un piatto che “allunghi la vita”.  “Dalla memoria, contro l’invecchiamento!” è infatti il tema dell'edizione 2019, che ha l'obiettivo di promuovere l'importanza di una corretta alimentazione per invecchiare meglio.  Dalla scelta degli ingredienti alle tecniche di trasformazione, tutto dovrà essere curato “a puntino” per creare un piatto su misura degli utenti. Un piatto che li faccia tornare indietro nel tempo, per riscoprire le tradizioni locali e i ricordi del passato, ma con una rivisitazione moderna.

Ansdipp, che lega le regioni d'Italia per i servizi alla persona, invita a dare forma e gusto alla personalità di ogni regione con una ricetta della tradizione. Ogni partecipante potrà presentare due ricette (un piatto e un dessert anti-aging), di cui solo uno passerà l’ultima selezione. Potranno partecipare unicamente i cuochi impiegati da almeno un anno nelle case di riposo aderenti al concorso.

Grazie al supporto e all’attenzione di ANSDIPP, il 30 maggio diventerà un’occasione di festa dove i veri protagonisti della serata saranno i cuochi in gara, per esaltare queste figure professionali che giorno dopo giorno, con passione e impegno, operano nei centri di servizio alla persona.

UNA CASA DI RIPOSO PUO' DIVENTARE "CASA"? SPAZI, MATERIALI, ACCORGIMENTI PER RENDERE PIU' CONFORTEVOLE LA NUOVA VITA DEGLI UTENTI

Spazi, materiali, accorgimenti per rendere più confortevole la vita in una casa di riposo. È la sfida dell’architettura nei luoghi di cura, che è stata al centro del convegno di ANSDIPP - Associazione nazionale dei manager del sociale e del sociosanitario, in collaborazione con Uneba e Gruppo Gheron. “Architettura & Cura: Il felice incontro tra ingegneria e luoghi di assistenza socio sanitaria”, ospitato nella prestigiosa sede dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino.

La sfida di ANSDIPP è stata quella di provare a comprendere, grazie agli interventi di numerosi esperti, come ingegneria e architettura oggi possano essere terapeutiche. La consapevolezza è che anche lo spazio ha una sua valenza nella cura dei pazienti e di questo bisogna tenere conto nella progettazione di strutture, spazi assistiti, nuclei dedicati. “La nostra idea è di pensare alla cura, all'assistenza, non in senso stretto, ma in senso generale, olistico, quindi anche ciò che sta attorno a chi usufruisce delle cure è fondamentale – ha sottolineato Sergio Sgubin, presidente di ANSDIPP -. Architettura e cura è una combinazione importantissima nel nostro settore: l'architettura può aiutare a curare la malattia, con degli arredi di certo tipo, con degli spazi, luoghi, colori e creando degli orientamenti per l'assistito, in particolare per le demenze o per coloro che soffrono di disturbi cognitivi. Il luogo, all’interno ma anche all’esterno, gioca un ruolo molto importante non solo nella psiche della persona, ma anche nella qualità della cura”. Fabrizio Cavanna, vicepresidente di ANSDIPP, ha chiarito l’importanza di unire gli accorgimenti architettonici alle buone prassi nella cura.

“La sfida che hanno davanti a sé gli architetti è legata all’umanizzazione degli spazi dei luoghi di cura – ha sottolineato l’architetto Giovanni Pierro, progettista, professionista esperto nel settore sanitario -. Basti immaginare quello che può capitare a una persona di 65-70 anni che viene strappata dalle sue abitudini domestiche, dai suoi punti di riferimento, per essere introdotta in un ambiente asettico e freddo. Questo crea un disagio psicologico e pone noi progettisti di fronte alla sfida di pensare spazi più umani ma sempre rispondenti alle normative stringenti. Quello che cerchiamo di fare quotidianamente è dunque usare materiali che abbiano un aspetto più confortevole e domestico perché l'utente ha bisogno di cure, di comfort e del calore della casa. Immagino spesso come mi sentirei io stesso, se di colpo dovessi condividere una camera con un altro individuo che non conosco, con cui devo dividere ad esempio i servizi, le abitudini, ma anche più semplicemente il tavolo e le sedie. Questo impone un'attenzione a creare per quanto possibile un'atmosfera domestica e confortevole attraverso i colori, i materiali e gli arredi: anche solo l'utilizzo di letti che preservino le caratteristiche ospedaliere, ma realizzati ad esempio in finto legno, senza dover ricorrere all'acciaio freddo, può creare una sensazione psicologica e sensoriale più agevole per l'utente”.

Sergio Bariani, ad del Gruppo Gheron, ha evidenziato quanto sia indispensabile creare degli ambienti che possano essere gradevoli: “La rsa non può essere vista solo come una clinica, ma deve esserci qualcosa in più, anche dal punto di vista degli spazi. Il gruppo Gheron sta elevando ulteriormente gli standard architettonici e impiantistici e anche delle apparecchiature e degli ausili che utilizziamo per dare sempre più comfort ai nostri ospiti che hanno bisogno di dispositivi come letti, sollevatori a binario, sempre più evoluti a livello tecnologico e sempre più sicuri. Al contempo ci vuole una struttura che dia un comfort ambientale elevato e Gheron sta prestando sempre più attenzione al rispetto per l'ambiente, con impianti progettati e realizzati per il risparmio energetico e per ridurre al minimo l'impatto sull'ambiente, sia per quanto riguarda gli aspetti di riscaldamento che di climatizzazione e di rumore”.

Oltre ad arredamento e cura si è parlato anche di buone prassi, innovative dal punto di vista assistenziale, che sono al centro delle attività di ANSDIPP in questo 2019 che celebra il 25ennale dell’associazione. Anita Avoncelli, pedagogista, esperta nella organizzazione sociosanitaria, autrice di "Intuizione montessoriane per la demenza, una nuova vision". "Bisogna che si parta da un'idea di indipendenza - ha spiegato -: ogni anziano deve potersi dedicare a ciò che lo fa stare bene. Non è un'utopia, se partiamo dal concetto montessioriano di un ambiente strutturato con oggetti e spazi che permettono alla persona di muoversi in autonomia". Venusia Covelli, Psicologa, Professore Associato Università e Campus, Novedrate (Como) ha relazionato in merito alla medicina narrativa e all'importanza di stimolare la creatività attraverso l'esperienza del Time Slips.

È stato inoltre presentato da Andrea Manini, direttore della Casa di Riposo M. Muller di Verbania e referente incaricato di ANSDIPP Piemonte, il progetto “Case Senza Riposo: Il benessere attraverso l’incontro” che promuove relazioni e incontri tra case di riposo del territorio. Si è approfondito inoltre lo Studio sulla Sarcopenia della Fondazione Angelo Poretti e Angelo Magnani per la presa in carico della persona fragile. Sempre in tema di buone prassi, è stato presentato infine “Snoezelen room – Uno spazio terapeutico” presente nella rsa “San Matteo”di Nichelino (To) del Gruppo Gheron.

 

 

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