MANAGER ANSDIPP A BOLOGNA | XI EDIZIONE FORUM DELLA NON AUTOSUFFICIENZA E DELL’AUTONOMIA POSSIBILE

Sergio Sgubin, Antonella De Micheli, Mariella Bulleri, Vincenza Frisardi

Il Presidente nazionale Sergio Sgubin introduce i lavori ai manager del sociale e del sociosanitario

Buone prassi, managerialità etica, innovazione e buon servizio di cura. Sono queste le parole chiavi che hanno caratterizzato per tutto l’anno l’attività di ANSDIPP - Associazione dei Manager del Sociale e del Sociosanitario e che il Presidente nazionale dell’associazione Sergio Sgubin ha ribadito in apertura dei lavori a Bologna, alla XI° edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’Autonomia Possibile, tenutosi presso il Centro Congressi dell’Hotel Savoia. 

“Questi temi andranno sviluppati il prossimo anno nelle realtà dei servizi di cura. Crediamo che serva una maggior cultura, professionale ma anche personale, che significa avere una capacità di approccio ai servizi in modo adeguato, culturale e etico. Noi abbiamo la responsabilità di gestire questi servizi e condizionare il sistema con questi valori.”

Innovazione, buone prassi e welfare aziendale. Cultura come cura in alcune Rrsa e assistenza agli anziani con un’attenzione al dolore psichico

E sui temi di innovazione e buone prassi sono state estrapolate alcune interessanti e significative esperienze, come quelle che arrivano da due strutture, che pur collocate geograficamente in territori distanti, condividono lo stesso binomio vincente: la cura con la cultura. A presentare i progetti i rispettivi direttori delle Rsa, Antonella De Micheli, della Fondazione La Residenza di Malnate (VA) e Mariella Bulleri, della Fondazione Centro Residenziale Vincenzo Chiarugi di Empoli (FI) entrambe concordi che:

“Il benessere psicofisico individuale gode di benefici grazie a momenti e spazi collettivi di condivisione culturale. L’esperienza di cura può essere declinata attraverso parole, arte, teatro, musica, natura, in contesti in cui l’espressione culturale diventa, oltre che strumento, uno dei punti di riferimento.”

Attraverso la formazione anche degli operatori meno portati a questi tipo di approccio, che richiede costantemente la non standardizzazione dei servizi, fanno proprie nuove modalità assistenziali e comunicative. Toccante il video proposto che, attraverso fotografie, fa vedere il coinvolgimento degli ospiti delle strutture mentre vanno a teatro, dipingono, ascoltano la lettura di libri e così via.

Tema molto delicato quello del dolore affrontato da Vincenza Frisardi, Geriatra Gerontologa ASST Carlo Poma di Mantova e da Anita Avoncelli, consulente Formazione Care Project. Una riflessione sul dolore psichico che non viene considerato come quello fisico, con un’attenzione alle persone che perdono l’autonomia e che soffrono di  un dolore invisibile. Importante quindi dare una storia alle persone, non solo attraverso quanto si apprende da una biografia, ma osservando le risposte che danno. La cura parte da una relazione e per rappresentare il concetto è stata proiettata l’immagine del dipinto “The Doctor” di Luke Fildes (1891), che raffigura un medico vittoriano che osserva la fase critica della malattia di un bambino mentre i genitori guardano impotenti dalla periferia.

Di welfare aziendale ha quindi parlato il dottore commercialista Marco Petrillo spiegando i nuovi strumenti a disposizione oggi dei lavoratori con aperture della legislazione in termini di agevolazioni fiscali a partire dal 2017. Non più solo premi in denaro da parte del datore di lavoro ma anche tutta una serie di benefit: la qualità del lavoro si traduce sulla qualità delle prestazioni personali.

Comunicare e valorizzare i servizi di cura in RSA

“Concentrarsi sul come si fa e come lo si comunica”.

Riflettori sulla comunicazione dell’operato nella seconda sessione di lavori introdotti da Maria Assunta Pintus, Gruppo Map e Presidente ANSDIPP Sardegna:

“I manager e tutti gli operatori del sociale e del sociosanitario danno per scontato che le azioni e le pratiche di qualità che mettono in campo siano ovvie. Invece bisogna comunicare bene quello che si fa alle famiglie dei fruitori dei servizi.”

Le buone prassi operative vanno valorizzate per metterle a disposizione della collettività. E alcune esperienze sono state quindi portate da Riccardo Compagnoni, fondatore STRATOS, consulenti di direzione e Paola Casalino, co-founder VILLAGE CARE.

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