Health NCP Net 2.0, anche Ansdipp presente a Bruxelles

Health NCP Net 2.0 (HNN 2.0) è un progetto europeo finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Horizon 2020 volto ad allineare e migliorare i servizi forniti dai punti di contatto nazionali (PCN) per la Health, Demographic Change and Wellbeing Societal Challenge (SC1). Fornisce ai richiedenti, finanziamenti europei per la ricerca sulla salute in Europa e nel mondo. L’appuntamento è fissato per il prossimo 4 luglio 2019 e non mancherà la partecipazione di Ansdipp, con la presenza della dottoressa Vincenza Frisardi, membro del CTS Ansdipp in ambito europeo nonché  geriatra, gerontologa, dirigente medico dell’ASST Mantova.

“Sarò presente all’evento di brokerage internazionale organizzato dall’Health NCP Net 2.0 a Bruxelles in connessione con l’Open Info Day della Commissione Europea e dedicata  a “Health, Demographic Change and Wellbeing” (SC1) in Horizon 2020 – dichiara la dottoressa Frisardi -. Questo appuntamento sarà utile a costruire consorzi per le partecipazioni a prossimi bandi internazionali all’interno del Healthwork programme e consentirà di acquisire informazioni dettagliate sulle prossime Horizon calls che saranno orientate a tematiche di estrema rilevanza per la nostra Associazione”.

Il progetto è trasversale poiché richiederà il coinvolgimento non solo di professionisti della salute, ma anche di esperti sociologi, di professionisti dell'industria agroalimentare, tecnologica, del design, ingegneria edile-architettura orientata a soddisfare non solo i bisogni ma soprattutto i desideri (spesso culturalmente scotomizzati) di soggetti anziani  ancora autosufficienti ma che, purtroppo, presentano già uno stato di pre-frailty sociale e psicoaffettiva su cui è fondamentale intervenire.

"L’engagement della persona in topical issues va oltre l’aspetto generazionale e prende in considerazione per esempio i cambiamenti climatici, il contesto tecnologico dell’era 4.0, il well-being, la riduzione della povertà – conclude la dottoressa -. Tutto questo rappresenterebbe lo starting point di un’integrazione transgenerazionale  che attraverso un progetto di co-farmhousing si declinerebbe non nella semplice coabitazione (come in precedenti modelli di co-housing) ma nel co-working , rispettando, valorizzando e promuovendo il territorio, che è altresì memoria storica e legame con il proprio vissuto, . Lo scopo è l’inclusione sociale ridando all’anziano il ruolo utile all’interno della società come depositario di tradizioni che identificano la nostra Storia, ma anche attraverso lo sviluppo di nuove competenze tecnologiche rinnovare quella spinta motivazionale a non abbandonarsi alle "trappole" dei luoghi comuni sulla vecchiaia".

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