(Curiosità Lavoro) Nas, ecco il bilancio del 2018

 

Ottanta persone arrestate per reati contro la pubblica amministrazione, truffa al servizio sanitario, maltrattamenti nei confronti di anziani e disabili e altre 3.477 denunciate alle competenti Autorità Giudiziarie, 1.897 quelle segnalate alle Autorità Amministrative. Ben 492mila confezioni di farmaci e 6mila di dispositivi medici irregolari sequestrati e 370 le strutture sanitarie, assistenziali e della filiera del farmaco chiuse e sequestrate a causa di importanti criticità di funzionamento.
 
E ancora, 3.195 accertamenti di tipo ispettivo ed investigativo, che hanno portato all’arresto di 25 persone che gravitavano nel settore sanitario e farmaceutico e altre 1.429 denunce per reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato, truffa al Servizio Sanitario pubblico ed assenteismo, corruzione e concussione, abuso d’ufficio, esercizio abusivo della professione e mancanza di titoli abilitanti). Un’attività che ha consentito l’emersione di gravi situazioni di illecito condotte da dirigenti e professionisti operanti nella Sanità Pubblica.
Criticità strutturali ed organizzative nel 39% delle guardie mediche ispezionate (riscontrate 151 irregolarità da un punto di vista strutturale su 388), con carenze igienico sanitarie, tecnologiche, organizzative e strutturali nelle aree interessate alla continuità assistenziale. Sono questi solo alcune dei numeri del Rapporto dei Nas 2018. Un’intensa attività di controllo e contrasto di fenomeni illeciti in difesa della salute dei cittadini condotta dal Comando per la Tutela della Salute, d’intesa con il ministero della Salute e con il supporto specialistico fornito da Istituto Superiore di Sanità, Uffici periferici e doganali, Istituti Zooprofilattici Sperimentali.
 
Una attività che ha raccolto il plauso del ministro della Salute Giulia Grillo: “Nessuno può pensare di lucrare sulla salute dei cittadini. Il lavoro dei Carabinieri dei Nas è prezioso per tutti noi”. “Sono stati effettuati 51.194 interventi a livello nazionale che hanno fatto emergere 13.555 situazioni non regolamentari, pari al 26% degli obiettivi oggetto di accertamento – ha spiegato il Generale Adelmo Lusi, comandante dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) – le indagini di polizia giudiziaria hanno portato all’arresto di 80 persone, ritenute responsabili di gravi reati, ed il deferimento all’Autorità giudiziaria di oltre 5mila soggetti. Complessivamente, sono state contestate oltre 28.950 sanzioni penali ed amministrative per un ammontare di oltre 20 milioni di euro e sono state individuate 2.022 strutture con gravi carenze per le quali sono stati disposti il sequestro o la sospensione delle attività”.
 
Ma vediamo nel dettaglio i risultati delle azioni condotte dai Nas
 
Settore farmaceutico-sanitario

Le verifiche dei Nas hanno interessato 19.715 obiettivi, tra centri sanitari e socio-assistenziali pubblici e privati, aziende della filiera del farmaco, ditte di distribuzione e vendita di giocattoli, cosmetici e articoli vari. Per 2.883 di queste strutture, gli esiti dei controlli sono risultati non conformi alle normative vigenti. Sono state arrestate 67 persone per reati contro la pubblica amministrazione, truffa al servizio sanitario, maltrattamenti nei confronti di anziani e disabili. Altre 3.477 persone sono state denunciate alle competenti Autorità Giudiziarie e 1.897 segnalate alle Autorità Amministrative. Le irregolarità rilevate nel corso delle verifiche sono state 8.285, delle quali 2/3 di rilevanza penale, irrogate sanzioni pecuniarie per 4 milioni 300mila euro di. Parallelamente, sono stati sequestrati 492mila confezioni di farmaci e 6mila di dispositivi medici irregolari, mentre 370 sono state le strutture sanitarie, assistenziali e della filiera del farmaco chiuse e sequestrate a causa di importanti criticità di funzionamento.
 
Personale sanitario.

Per quanto riguarda il mondo della sanità pubblica e privata l’attività dei Nas si è concentrata sulla verifica delle legittimità delle professioni sanitarie e sulla corretta erogazione delle prestazioni da parte di medici e dentisti, farmacisti, infermieri e altre professioni sanitarie e socio-assistenziali.
Nel 2018 sono stati eseguiti 3.195 accertamenti di tipo ispettivo ed investigativo, determinando l’esecuzione di 25 arresti di figure gravitanti nel settore sanitario e farmaceutico nonché il deferimento all’Autorità giudiziaria di ulteriori 1.429 persone per reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato, truffa al Servizio Sanitario pubblico ed assenteismo, corruzione e concussione, abuso d’ufficio, esercizio abusivo della professione e mancanza di titoli abilitanti) che hanno consentito l’emersione di gravi situazioni di illecito condotte da dirigenti e professionisti operanti nella Sanità Pubblica.
 
Tra le indagini portate a conclusione nel 2018:

- l’esecuzione, tra marzo e ottobre, di 123 decreti di perquisizione emessi dall’Autorità giudiziaria nell’ambito dell’indagine del Nas di Latina a carico di altrettanti soggetti che operavano nel campo della formazione professionale, responsabili di aver prodotto ed utilizzato falsi attestati per l’ottenimento della qualifica di Operatore Socio Sanitario (Oss), finalizzati allo svolgimento di attività lavorativa all’interno di strutture sanitarie;
- l’esecuzione da parte del Nas di Milano, lo scorso giugno, di 14 misure cautelari detentive per reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Ssn e ricettazione di farmaci successivamente inviati all’estero;
- la denuncia e sospensione di tre medici, determinati dagli esiti dell’indagine del Nas di Viterbo su fenomeni di assenteismo di medici di continuità assistenziale dell’Asl di Viterbo;
- ad ottobre, l’applicazione di 11 misure cautelari detentive, eseguite nei confronti di dirigenti medici ed universitari nonché operatori del settore farmaceutico dal Nas di Parma che, nella medesima indagine, ha deferito ulteriori 36 persone, tutte coinvolte nella indebita prescrizione di farmaci e nella realizzazione di corsi formativi fittizi, al fine di avvantaggiare aziende farmaceutiche e promuovere assunzioni di favore in ruoli sanitari ed accademici;
- 25 indagati dai Carabinieri Nas di Torino, ritenuti responsabili di corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico in atti pubblici commessi per agevolare assunzioni e scambi clientelari nel mondo accademico e sanitario pubblico locale.
 
Strutture sanitarie e socio assistenziali.

E ancora, le indagini dei Nas si sono incentrate sulle strutture sanitarie e socio assistenziali, per accertare la corretta erogazione delle prestazioni di cura, e custodia degli pazienti/utenti, della presenza di adeguate condizioni igieniche e di sicurezza di lavoro, della detenzione dei farmaci e somministrazione dei pasti. Obiettivo: escludere episodi di maltrattamento e abbandono degli ospiti.
Nel corso delle 2.374 ispezioni, sono state individuate responsabilità nei confronti dei titolari/gestori di 646 strutture del settore e sequestrati alimenti e farmaci scaduti di validità o detenuti in condizioni non compatibili con l’uso umano.
In particolare sono stati arrestati 17 tra dirigenti e operatori di cliniche di ricovero e riabilitazione per disabili e di strutture ricettive per anziani, a causa di gravi condotte di maltrattamento, vessazione ed abbandono delle persone alle quali era affidata la loro cura e custodia. Infine sono stati 90 i centri oggetto di provvedimenti di sospensione al funzionamento, a causa delle rilevanti carenze evidenziate nel corso dei sopralluoghi.
 
Guardie Mediche.

Nel periodo aprile-maggio, è stato realizzato un servizio di controllo a livello nazionale al fine di valutare l’entità e la qualità dei Servizi pubblici di Continuità Assistenziale (Guardie Mediche) offerti dalle Asl ai cittadini nonché verificare i livelli di sicurezza a favore degli operatori sanitari, destinatari di periodi atti di aggressione e violenza.
Gli esiti hanno evidenziato criticità strutturali ed organizzative sul 39% delle sedi ispezionate (151 su 388), riconducibili a carenze igienico sanitarie, tecnologiche, organizzative e strutturali (ambienti interessati da muffe ed umidità, in parte inagibili, mancanza di misure di prevenzione incendi, assenza di vie di fuga, ecc.) riscontrate nelle aree impiegate nelle attività di continuità assistenziale.
Dati importanti questi, grazie ai servizi svolti dai Nas è stato infatti possibile delineare un quadro nazionale utile a predisporre un potenziamento delle misure di sicurezza passiva (sistemi di videocitofono, impianti di allarme, inferriate alle finestre, porta di accesso blindata, servizio di vigilanza armata) per prevenire episodi di possibile aggressione da parte di utenti in stato di agitazione o malintenzionati.

 

FONTE: QuotidianoSanità.it
 

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