(Cuorisità) Il 2019 e le start-up della salute

 

Cosa riserva il 2019 per la biotecnologia? Lo spazio biotech sembra attraversare un'evoluzione, al contrario di ciò che recentemente avevamo letto su alcune riviste, e cioè che stagnasse in un periodo di crisi economica globale. Occorre riflettere su ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi anni e cioè l’accorciarsi del divario tra scienza, o biologia più specificamente in questo caso, e tecnologia, in modo particolare le tecnologie avanzate, come il calcolo, la robotica, l’ingegneria genetica, la meccatronica, la domotica.
 
Lo spazio dell'ingegneria genetica sta procedendo in una continua evoluzione, quindi a bilancio del 2018 si può ragionevolmente dire che è stato un anno in cui  sono stati avanzati nuovi obiettivi, sono state avviate nuove imprese, sono stati presentati nuovi investitori, sono continuati i progressi dal punto di vista tecnico e scientifico.

L'ecosistema promette dunque sfide, ma anche dibattiti etici profondi che sono una parte della più grande discussione, suggerita, ad esempio, dalla storia dei bambini CRISPR in Cina.  Sono nati in Cina i primi due bambini “geneticamente modificati”. Il genetista He Jiankui, dell’università della Scienza e tecnologia di Shenzhen, ha modificato il Dna di Lulu e Nana con tecnologia Crispr/Cas9  per renderlo immune all’Hiv. Il sistema CRISPR/Cas9 (si pronuncia crisper) si basa sull’impiego della proteina Cas9, una sorta di forbice molecolare in grado di tagliare un DNA bersaglio, che può essere programmata per effettuare specifiche modifiche al genoma di una cellula, sia questa animale, umana o vegetale.

A seguito del taglio introdotto da Cas9, attraverso opportuni accorgimenti è infatti possibile eliminare sequenze di DNA dannose dal genoma bersaglio oppure è possibile sostituire delle sequenze, andando ad esempio a correggere delle mutazioni causa di malattie. O la vicenda Theranos che ha gettato un ombra pesante sulla Sylicon Valley.
 
La tesi di fondo che più si discute all’estero è che i biologi stanno per creare la prossima ondata di innovazione, che la biologia ingegneristica sta iniziando ad essere possibile.  Dentro questa idea generale, vi sono già linee di ricerca avanzata, come quella computazionale di farmaci, la biologia sintetica, le interfacce cervello-macchina in neurotech, l'automazione di laboratorio (gli strumenti vanno verso la precisione e la miniaturizzazione in laboratorio) vi sono i componenti Industry 4.0 applicati alla biologia. 

Ma vi è anche tutto lo spazio genomico e microbiotico. È uno spazio super ampio e ogni parte di esso si evolve in tempi diversi. Per fare un esempio, quando abbiamo iniziato a parlare della scoperta del farmaco computazionale un paio di anni fa, sembrava uno scenario impossibile. Oggi l’uso di strumenti computazionali per la progettazione dei farmaci è diventato quotidiano ed assolutamente necessario al fine di ottimizzare tutti i passaggi che portano alla realizzazione di un nuovo farmaco. Infatti, le tecnologie computazionali consentono di costruire simulazioni capaci di integrare tutte le informazioni ottenute con le tecniche sperimentali tradizionali ed ottenere modelli virtuali assolutamente aderenti ai fenomeni chimici, fisici e biologici coinvolti nell’interazione farmaco-recettore.

Oltre agli evidenti vantaggi connessi con il risparmio di tempo e materie prime, gli esperimenti condotti consentono una riproducibilità e precisione assolute, abbattendo il rischio connesso con la manipolazione di reagenti potenzialmente dannosi all’ambiente.  La virtualizzazione consente molteplici operazioni che vanno dalla visualizzazione di molecole alla simulazione di reazioni chimiche che avvengono nell’organismo vivente nei siti d’azione dei farmaci.

Pertanto il drug design consente una maggiore esplorazione dello spazio chimico che permette di guidare gli scienziati nel disegno, progettazione e caratterizzazione di nuovi farmaci o trovare nuovi impieghi farmaceutici di molecole già note. C'erano solo poche aziende nel settore. Ora ce ne sono decine e si assiste alla prossima ondata di ricercatori che cercano di pensare a come possiamo spostare la scoperta del farmaco computazionale da piccole molecole in proteine, RNA e altre aree più difficili.  

 Ciò che sta guidando molte aziende è, prima di tutto, una diminuzione dei costi che deriva dalla digitalizzazione delle informazioni biologiche, ad esempio il prezzo dei sequencer è diminuito drasticamente e continuerà a scendere. Anche le tendenze che si osservano in altre aree di deep tech (il “deep tech“ è quell’insieme di tecnologie innovative e di frontiera, originali, fondate su scoperte scientifiche, sull’ingegneria, la matematica, la fisica, la medicina. Nuove applicazioni tecnologiche che possono avere un’impatto profondo nella vita delle persone e della società. I settori che si prestano maggiormente ad applicazioni deep tech sono life science, computing, food e agri tech, aerospazio, energia e clean-tech, tecnologie industriali, nuovi materiali, chimica), entrano in gioco: tendenze nei dati, software, computazione che utilizzano l'apprendimento automatico, abilitatori di hardware come l'automazione e la robotica. Esistono sinergie nel know-how tecnico, nel prodotto, nella scalabilità e nei modelli di business.

Se guardiamo gli Stati Uniti rispetto all'Europa, lo spazio di intervento è più avanti, in quanto i soggetti interessati ne sono più consapevoli.  Le aziende aumentano il loro budget in ricerca e sviluppo ed in innovazione tecnologica. Troviamo aziende come Zymergen in biologia sintetica, Bolt Threads - con sede a Emeryville, in California che hanno ingegnerizzato microbi per produrre molecole che possono essere trasformate in fili strutturalmente simili alla seta di ragno. Quest’anno si prevede di utilizzare lo stesso approccio per scoprire molecole che alla fine sostituiranno la lana. E stiamo già assistendo allo sviluppo di carne senza animali destinata a sostituire carne macinata, creata da aziende come Impossible Foods, che lavora per produrre proteine ​​di tipo heme( cioè la parte non proteica di una serie di proteine tra cui l'emoglobina, la mioglobina e i citocromi. Tra gli enzimi contenenti questo tipo di eme vi è la citocromo c nel lievito).

Il 2019 si presenta dunque come l'anno in cui scopriremo molecole e proprietà che sono ancora sconosciute agli esseri umani. L'ampiezza della biologia e l'enorme flessibilità del materiale genetico ci forniranno una piattaforma ideale per esplorare un numero effettivamente illimitato di molecole per nuovi materiali e soluzioni. 

Benevolent AI va alla scoperta di farmaci computazionali.  La startup londinese, fondata nel 2013 dall'imprenditore biotech Ken Mulvany, impiega attualmente 90 persone nel Regno Unito e altrettante negli Stati Uniti con un capitale investito in innovazione di 109,5 milioni di sterline. Utilizza l'intelligenza artificiale per estrarre e analizzare le informazioni biomediche, dai dati dei percorsi clinici ai documenti accademici. La prima sperimentazione clinica di BenevolentAI inizierà quest'anno negli Stati Uniti e in Europa, prendendo di mira l' eccessiva sonnolenza diurna nella malattia di Parkinson.
 
L'intelligenza artificiale può anche utilizzare il potere predittivo del suo algoritmo per progettare nuove molecole, estrapolando nuove ipotesi basate su un grafico della conoscenza composto da oltre un miliardo di relazioni tra geni, bersagli, malattie, proteine ​​e farmaci. L'azienda sta attualmente ricercando nuove potenziali terapie per la SLA e ha in programma una sperimentazione clinica per il prossimo anno con una nuova molecola progettata. Dispone di un'organizzazione end-to-end in grado di fare scienza di base molto esplorativa attraverso la sperimentazione clinica. È un segno che grandi aziende possono essere costruite in questo spazio.

Cambridge Medical Robotics si sta sviluppando per rendere il costo della chirurgia assistita da robot, paragonabile a quello che si paga già oggi per laparoscopia manuale. Versius è il robot progettato per essere utilizzato per la maggior parte delle procedure e non solo per i casi di cancro più complicati. Incredibilmente versatile e altamente capace, la sua forma piccola e modulare consente anche lo spostamento tra le sale operatorie e persino tra gli ospedali. Si adatta perfettamente ai flussi di lavoro ospedalieri esistenti. Questa combinazione unica di adattabilità e portabilità consente agli amministratori ospedalieri di incrementare l'utilizzo del loro programma di robotica, migliorando l'efficienza ospedaliera e gli esiti clinici.
 
I prodotti medici avanzati che migliorano veramente i risultati chirurgici sono sempre stati desiderati e richiesti dai chirurghi. Allo stesso modo, i migliori chirurghi vogliono lavorare all'avanguardia della loro disciplina e cercheranno un posto di lavoro che condivida le loro ambizioni. Versius rappresenta il ​​futuro della chirurgia. È progettato non solo per migliorare i risultati dei pazienti, ma anche per offrire la migliore esperienza chirurgica possibile. La consolle ergonomica del chirurgo è specificamente progettata per ridurre lo sforzo mentale e fisico, consentendo ai chirurghi di operare a un livello più alto, più a lungo, ogni giorno e, a lungo termine, potenzialmente di prolungare la propria vita lavorativa.
 
Fin dall'inizio del suo sviluppo, Versius è stato fondato sulle esigenze del mondo reale di ospedali e squadre chirurgiche. Modulare e altamente portatile, è veloce da configurare e può andare ovunque sia necessario. Tutti gli strumenti possono essere sterilizzati utilizzando esattamente lo stesso processo delle apparecchiature chirurgiche standard.  Riduce al minimo l'interruzione del flusso di lavoro stabilito e offre un modello di servizio gestito che riconsidera i costi ad oggi proibitivi.

Le aziende di tecnologia avanzata, e in particolare le bioimprese, rappresentano un'opportunità per le aziende europee di fare massa critica evitando il problema dell'espansione "paese per paese" frazionando risorse necessarie per gli investimenti. Io penso che l'Europa sia meglio posizionata in questo spazio di quanto non fosse in alcune delle imprese tradizionali, perché ha molti centri di ricerca, scuole di ingegneria leader nel mondo, con ricercatori che, negli ultimi anni, non cercano solo di fare carriera nel mondo accademico, ma sono in grado di costruire la propria attività scientifica e tecnologica se gli si offre un contesto e del venture capital per iniziare. 

Stiamo iniziando a vedere più investitori che non hanno una storia bio che iniziano a spostarsi verso quest’area. In Europa gli investimenti in deep tech dal 2015 a oggi stanno crescendo 3 volte più velocemente che nell’ambito startup complessivamente inteso, la Francia è prima al mondo per la disponibilità di talenti, UK è la nazione più forte in termini di investimenti (nel 2017 superata dalla Francia). Molti più investitori, corporate venture e iniziative a supporto del deep tech sono apparsi sul mercato europep basti pensare a Kima ventures, High-Tech Grunderfunds, Bpifrance, LocalGlobe, Horizon Ventures, Passion Capital, Amadeus Capital. A questi ci sono da aggiungere i fondi di corporate venture USA che hanno messo soldi in società europee: Intel Apple, Qualcomm, Microsoft Google, Cisco, Amazon.
 
Tra i corporate venture europei invece i più attivi risultano essere: Siemens, Bosch, kfw, Crédit Agricole, Cambridge Innovation Capital, BNP Paribas, Swisscom. Sul fronte delle iniziative, quella di EIT Digital si distingue per essere l’unica di matrice pubblica che si rivolga allo scenario europeo delle startup nel suo insieme. EIT Digital è un’organizzazione europea volta all’innovazione digitale e all’educazione all’imprenditorialità. Ha creato intorno a sé un ecosistema paneuropeo di oltre 156 grandi società europee, PMI, start-up, università e istituti di ricerca. Ha sedi a Berlino, Eindhoven, Helsinki, Londra, Parigi, Stoccolma, Trento, così come a Budapest e Madrid, più un hub nella Silicon Valley. Organizza la EIt Digital Challenge, competition per scale innovative europee del deep tech.
 
Stiamo assistendo a questa tendenza del deep tech in generale, perché ci si rende conto che ci sono business da fare in deep tech e che non si può perdere il treno dell’innovazione. Ora ci sono una serie di sfide che ogni investitore in questo spazio ha. Quindi c'è una sfida nel capitalizzare nell’innovazione perché l'innovazione produce una curva di valore continuo anche se il tempo di conseguimento delle entrate economiche è un po’ più lungo rispetto al passato.

C'è una sfida nel modo in cui si costruiscono interi team interdisciplinare. Sembra banale, ma in realtà non è così banale avere un biologo molecolare e poi un chimico e un ingegnere dell'apprendimento automatico e un esperto di robotica che lavorano insieme, perché sono stati addestrati con diversi vocabolari e hanno diversi modi di pensare, e ora invece occorre metterli insieme, devono capirsi lavorare a stretto contatto, per centrare bersagli di innovazione di processo e di prodotto. 

Per questo occorre investire in risorse umane: il pool di talenti è ancora scarso e questo rappresenta un'altra sfida. L'altra cosa da considerare con la tecnologia avanzata è che spesso il mercato guarda a partnership con giganti del settore ed è più scettico quando innovazioni avvengono attraverso ricerche da start up di piccole o medie dimensioni.

Quindi un investitore pensa: di quanto capitale avrà bisogno questa azienda, potranno continuare a farla crescere questo mix di scienza, ingegneria ed economia? saranno in grado di tradurre in prodotti per il mondo reale? Si sapranno confrontare con altri players? Sono tutte domande con le quali gli investitori si stanno ancora misurando. Ma vi è anche il rovescio della medaglia, se davvero si riesce ad investire ed il mercato ha fiducia nella innovazione e nella ricerca, le opportunità sono enormi. La domanda nel deep tech non è mai, 'c'è un mercato, c'è un bisogno?' Perché in generale c'è un enorme mercato, la domanda è riuscire a cambiare paradigma perché l’innovazione in passato.
 
È sempre stata pensata come sfida sociale, non anche come opportunità economica di sviluppo. Penso che quello che sta accadendo è che le persone stanno iniziando a vedere opportunità di sviluppo diverso qui ed ora. Man mano che la biologia e la tecnologia si uniscono sempre più nel modello di prodotto e di sviluppo economico possibili, la diversità degli investitori interessati si espanderà e i finanziatori tradizionalmente "focalizzati sul digitale" si sposteranno sui nuovi business. Non è un caso che a guardare i portafogli di alcuni fondi europei come  Entrepreneur First  ora hanno molto più bio nella loro strategia, alcuni degli investitori come Kindred, hanno un numero crescente di aziende di tecnologia avanzata. 
 
Fondi come Blue Yard in Germania, si concentrano solo su deep tech, che si tratti di bio o qualsiasi altro campo.  Questo è quello che succede quando una tendenza viene individuata e quindi gli investitori iniziano ad interessarsi.  Non è un caso che questo 2019 si presenta denso di eventi sull’innovazione. Dal  6 al 10 gennaio si è svolta La JP Morgan Health Care Investor Conference, una delle maggiori conferenze dell'anno nel settore delle scienze della vita e dell’innovazione tecnologica. Ha richiamato migliaia di investitori e imprese da tutto il mondo a San Francisco, dove le aziende hanno presentato le loro ultime innovazioni, nella speranza di trovare il loro prossimo partner o investitore. Sempre negli Stati Uniti, il 16 settembre prossimo avremo HEALTH 2.0 a Santa Clara in California che presenta le innovazioni biotech più all’avanguardia in campo sanitario.
 
Poi per l'IA, Intelligenza Artificiale, c'è NeurIPS a Vancouver a dicembre 2019. La trentatresima conferenza annuale sui sistemi di elaborazione delle informazioni neurali (NeurIPS) è una conferenza multiservice sulla neuroscienza per l'apprendimento automatico e la computazione che comprende conferenze, dimostrazioni, simposi e presentazioni orali e poster di articoli referati. Dal 11 al 15 febbraio ad Orlando si svolgerà HIMSS sull’innovazione dell’Informatica sanitaria, il 28 giugno a Londra c'è RAAIS , il più importante simposio di aziende e ricercatori sull’intelligenza artificiale, infine c'è Hello Tomorrow a Parigi dal 14 al 15 marzo, che èun simposio internazionale in cui scienziati, tecnologi, università imprenditori si confrontano sul futuro possibile attraverso un programma ricco di Keynotes visionari e pannelli di esperti, conversazioni con sessioni interattive e workshop per costruire la visione del futuro con la comunità deeptech.

 

FONTE: Quotidiano Sanità.it

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  • Sergio Sgubin
    Presidente Nazionale ANSDIPP
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